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venerdì 4 maggio 2012

Sagrantino di Montefalco “Collepiano” – Arnaldo Caprai


Il Sagrantino di Montefalco è uno dei vini rossi che preferisco perché unisce forza e suadenza in un insieme complesso e armonico.



L’Azienda Arnaldo Caprai fondata nel 1971 dall’omonimo imprenditore tessile e in seguito passata nelle mani del figlio Marco, oggi è considerata la numero uno tra i produttori di Sagrantino di Montefalco.




Montefalco si trova in provincia di Perugia in una zona collinare compresa tra Assisi e Spoleto dove l’uva Sagrantino vi si coltiva da oltre 400 anni.
La gamma di produzione è di 11 vini diversi e il Collepiano è il “secondo” Sagrantino della produzione dopo il pluripremiato e famosissimo “25 Anni” ma a volte capita che riesca quasi meglio del suo fratello maggiore.
Il Collepiano, prodotto in 80.000 bottiglie, si ricava da uve 100% Sagrantino e viene affinato in Barrique di Rovere francese per circa 22 mesi e almeno altri 6 mesi in bottiglia prima di uscire sul mercato.



Assaggio: Nell’ampio calice il vino si presenta di color rosso rubino scuro e intenso, il profumo è formidabile: fruttato e speziato, dominato da sentori di mora, ciliegia, vaniglia, caffè e un finale quasi di tabacco.
Il palato è potente e carico di tannini robusti ma eleganti, unisce forza e armonia in un insieme di grande piacevolezza che termina in un finale lunghissimo.



Abbinamento: Questo grande vino rosso si comprende pienamente se abbinato ad un meraviglioso piatto di carne arrostita, selvaggina o un formaggio stagionato.
Io per non sbagliare, l’ho abbinato ad una succulenta costata ai ferri e vi assicuro che è riuscito un capolavoro.

Prezzo: L’ultima annata uscita, si può trovare anche in alcuni supermercati di qualità ad un prezzo variabile tra i 27 e 35 euro.

Link web: ArnaldoCaprai



giovedì 19 aprile 2012

Meravigliosamente ORNELLAIA 2002 – Tenuta dell’Ornellaia


Questa Primavera che non vuole proprio arrivare e queste giornate scure di pioggia e vento, hanno un’influenza molto negativa sul mio umore.
In questi casi, la soluzione migliore per risollevarsi è stappare “quella bottiglia lì…”, quella custodita gelosamente, che attendeva l’occasione giusta ed invece si trasforma lei stessa in un’occasione per ritrovare il sorriso e il piacere: Ornellaia 2002


La tenuta dell’Ornellaia fu fondata nel 1981 dal Marchese Antinori che su una proprietà dei Della Gherardesca, diede vita ad una nuova realtà vinicola con l’intento di ricercare l’eccellenza e la qualità assoluta una zona costiera della maremma toscana chiamata Bolgheri, vicino a Castagneto Carducci (LI).




Oggi l’Azienda, dopo essere stata acquistata dalla famiglia americana Mondavi, è tornata completamente di proprietà italiana della Marchesi de’ Frescobaldi.
Oggi Ornellaia è una delle più importanti case vinicole del mondo e il suo omonimo vino di punta è sempre al top di tutte le classifiche, infatti, risulta essere uno dei più ricercati dagli appassionati ed il suo valore aumenta nel tempo.


Questo vino rosso è un blend (assemblaggio) di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc in cui le percentuali possono variare ogni anno per raggiungere il miglior risultato possibile.
Il vino viene poi affinato in Barriques di rovere francese per 18 mesi più altri 12 mesi in bottiglia prima dell’uscita sul mercato.
L’annata 2002 in Toscana è stata pessima, ma all’Ornellaia sono riusciti con la loro grande esperienza a dar vita ad un vino fantastico.

Assaggio: Dopo aver messo in posizione verticale la bottiglia un giorno prima per fare precipitare eventuali depositi, l’ho stappata 2 ore prima del pranzo e versato il vino delicatamente nel decanter per ossigenarlo ed evitare di far uscire la parte torbida del fondo della bottiglia.
Il colore è rubino scuro impenetrabile con tendenza al granato, i profumi sono così tanti, delicati e suadenti che il respiro è troppo corto perché li percepisca tutti: frutti di bosco, frutta rossa matura, note vegetali, speziate e tostate.
Al gusto il vino è di una forza espressiva veramente notevole, molto equilibrato con piacevolezza fruttata di frutti di bosco, tannini morbidi e arrotondati e un finale speziato, suadente e interminabile.



Abbinamento: Piatti importanti a base di carne, cacciagione in umido e formaggi stagionati a pasta dura.
Noi l’abbiamo accompagnato prima ad un coniglio in umido con verdure poi ad una generosa scaglia di Parmigiano Reggiano e vi lascio immaginare con quale risultato.

Prezzo: Siamo alla nota dolente, dai 90 Euro fino a diverse centinaia secondo le annate, ma ci troviamo al cospetto di un autentico fuoriclasse!

Nonostante l’annata, uno dei migliori vini che abbia mai assaggiato!

Link Web: www.ornellaia.com



lunedì 26 marzo 2012

Aglianico del Vulture "Synthesi" 2005 - Paternoster


Questo vino arriva dalle assolate colline vulcaniche a sudest del massiccio del Vulture in Basilicata.

Anselmo Paternoster è stato un pioniere della viticoltura del Vulture e della diffusione dell’Aglianico fin dal 1925.

Oggi l’azienda produce un totale di 150.000 bottiglie di uno standard qualitativo che si rivolge ad una fascia medio-alta di consumatori.
La gamma è composta da 6 tipi di Aglianico, e 4 vini bianchi: un Fiano, una Falanghina e 2 Moscato.
Il Synthesi è un Aglianico 100% vendemmiato a metà Ottobre, affinato in parte in grandi botti e in parte in Barriques e infine la sciato riposare in bottiglia per 8 mesi.


Assaggio: versato nel solito ampio bicchiere si presenta limpido ma consistente e di un colore rosso rubino carico con riflessi granato.
Il profumo non è molto intenso, ma si riconoscono note di frutta rossa e spezie.
In bocca è secco, tannico, equilibrato ma di buon corpo: le note di frutti rossi si evidenziano ma nel finale si sente un po’ il gusto speziato e legnoso.

Abbinamento: Ideale con arrosti e carni rosse importanti, selvaggina, formaggi stagionati, ma anche Gorgonzola e noci. Nel mio caso l’ho abbinato ad un arrosto arrotolato di maiale.

Prezzo: In enoteca l’ultima annata disponibile si trova sui 10/13 euro

Il mio giudizio è sicuramente buono, ma sinceramente dopo quasi sette anni dalla vendemmia mi aspettavo qualcosa in più.




martedì 13 marzo 2012

Un rosso alla bordolese: Azienda Castello di Bolgheri – Castello di Bolgheri 2004


Bolgheri si trova a sud di Livorno vicino alla costa e qui nascono alcuni tra i vini più famosi e costosi d’Italia tra cui Sassicaia, Ornellaia, Guado al Tasso ecc.
Le origini di Castello di Bolgheri risalgono al 1500 con la proprietà dei Conti della Gherardesca fino ad arrivare per eredità all’attuale proprietà della famiglia dei Conti Zileri Dal Verme.



L’azienda agricola si estende intorno al Castello per una superficie di 130 ettari di cui 50 coltivati a vigneto e il resto suddiviso tra 6.000 piante di Olivo, seminativo e bosco.
La produzione è limitata a soli due vini rossi e un olio extra vergine di oliva.



Il vino che ho assaggiato di recente e di cui voglio parlarvi rientra nella “DOC Bolgheri Superiore” e viene realizzato solo nelle migliori annate utilizzando uve Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.
Prima di entrare in commercio il vino riceve un affinamento che si svolge per 14 mesi in Barrique nuove e 8 mesi in bottiglia.



Assaggio: Come sempre l’ho stappato due ore prima di pranzo per portarlo a temperatura e ossigenazione ideali.
Versato nel calice si presenta di un bel colore rosso rubino intenso.
Il profumo denota un tocco di modernità in questo vino, con i suoi toni fruttati di ciliegia, vaniglia e tostatura.
Al gusto presenta una bella struttura e complessità con le tipiche note erbacee e vegetali del Cabernet in evidenza e un tannino giovane che lo fa sembrare un po’ corto.
Il vino è ben fatto, anche se si sente un po’ troppo il legno e sembra leggermente debole al palato.



Abbinamento: Come tutti i vini importanti, si sposa perfettamente con carni rosse alla griglia, cacciagione anche in umido e formaggi stagionati.
Io l’ho abbinato ad un arrosto di Arista di maiale ai funghi, con un ottimo risultato.

Prezzo: Non proprio economico né tantomeno facile da trovare: circa 25/30 Euro.




mercoledì 8 febbraio 2012

Casillero del Diablo Pinot Noir 2009 – Concha Y Toro


Concha Y Toro è un punto di riferimento della viticultura del Cile e di tutto il sud America e vanta oltre un secolo di esperienza nella produzione di vini di qualità.
Casillero del Diablo è una linea di oltre dieci vini di una buona qualità media elaborati con uve selezionate dalle valli più ricche del Cile, dedicati alla leggenda che racconta che oltre un secolo fa nelle cantine di “Don Melchor” viveva il Diavolo che gli rubava le bottiglie migliori.
Il Pinot nero è un vitigno originario della Francia, ma si coltiva un po’ in tutto il mondo e viene “interpretato” in molti modi diversi non sempre con ottimi risultati.
Questo Pinot Nero 100% coltivato nella Casablanca Valley, cerca di ricreare lo stile Francese, con l’affinamento in grandi botti di rovere per 8 mesi prima di essere imbottigliato.



Assaggio: Come tutti i Pinot Nero, si presente nel bicchiere di un colore rosso rubino chiaro e brillante, i profumi sono molto delicati ed espressivi, con note di fragola, frutti rossi e un bel tono di vaniglia e legno. Il sorso è molto piacevole nonostante i 13,5°, di medio corpo con un’acidità leggera, dove i toni di legno ben presenti, si integrano abbastanza bene con le note fruttate e floreali seguite da un finale quasi tostato.



Abbinamento: Vino molto versatile, ideale con primi piatti, secondi di carne bianca o pollame, formaggi di media stagionatura ma anche con salmone affumicato o una elaborata tartare di tonno.
Io l’ho bevuto con tortelli verdi e scaloppine di tacchino con piselli: un vino diverso dal solito.

Prezzo: Una bottiglia che si può trovare sullo scaffale di alcuni supermercati con una buona enoteca ad un prezzo di circa 9 Euro.








domenica 5 febbraio 2012

Rosso del Fante Lambrusco dell’Emilia IGT 2010 – Azienda Agricola Cantina Fantesini


L’Azienda Fantesini si trova a Bibbiano poco distante da Reggio Emilia in una zona pedecollinare, dove si coltiva la vite fin dai primi del novecento.
La tenuta è formata da 5 ettari di vigneti che producono uve Lambrusco Marani, Maestri, Grasparossa, Malbo Gentile e Spergola.
Il Lambrusco “Rosso del Fante” fa 11° ed è realizzato con uve Lambrusco Grasparossa, Maestri e Ancellotta macerate a temperatura controllata, affinate lungamente in tini d’acciaio e prodotto in 8000 bottiglie.




Assaggio: Mi è stato servito a una temperatura un po’ troppo fredda in calici medi, per cui all’inizio non era in condizioni ideali.
Versando il vino nel bicchiere si forma una bellissima schiuma violacea e mentre si ritira si nota il bel colore rosso scuro con riflessi viola.
I profumi sono molto caratteristici e intensi di frutta rossa, ribes e note floreali.
In bocca ha un gusto secco ma denso di frutto, con una buona acidità anche se leggermente graffiante, una lieve dolcezza e un finale erbaceo un po’ rustico.
Non sarà un vino perfetto ma è sicuramente molto piacevole.



Abbinamento: Perfetto con piatti della tradizione della Cucina Emiliana.
A me è stato proposto in abbinamento a Zampone e Cotechino con lenticchie, fagioloni e purè e devo dire che mi è piaciuto molto!

Prezzo: Circa 3 Euro la bottiglia  !!!